NEWS MONDO OLISTICO E DINTORNI

Per restare sempre aggiornati sulle ultime tendenze del Settore Olistico

IL NUOVO LIBRO "Metodo Seno Perfetto" - ACQUISTABILE ONLINE

Se vuoi aumentare il seno senza chirurgia o altri metodi invasivi, sappi che non sei sola, molte donne infatti, al giorno d'oggi, adottano metodi naturali per avere seni più grandi senza mettere a rischio la propria salute. In modo particolare, le donne ricercano informazioni su Metodi, Tecniche e Tipologie di Rimedi o interventi atti al raggiungimento dell'obiettivo "Seno perfetto" nel modo più naturale possibile, evitando quindi spiacevoli controindicazioni, nonché grossi oneri economici, richiesti ad esempio dalla moderna Chirurgia Plastica (tramite il classico intervento invasivo di mastoplastica al seno).

 

Questo Corso Editoriale "I Segreti per un seno perfetto", nasce da un sempre maggior interesse, da parte di moltissime donne verso questo argomento. Oltre ad essere un Corso, questo Progetto Editoriale vuole essere un valido strumento di "Informazione" per tutte coloro che desiderano poter conoscere più approfonditamente gli argomenti principali che ruotano intorno al seno, siano essi volti alla salute dello stesso, alla prevenzione delle sue principali patologie ma soprattutto offrendo la possibilità di conoscere tutte le tecniche sino ad oggi conosciute e sconosciute in occidente.

 

Auguriamo a tutte voi una vita felice e soprattutto una "Buona Salute"; possa questo Corso Editoriale fare il giro del mondo e fornire sostegno a tutte le donne.

COME AVERNE UNA COPIA

Acquistalo sul sito della nostra Casa Editrice, CLICCA QUI

L'ALCOOL E' ORMAI DIMOSTRATO UNA TRA LE CAUSE DEL CANCRO

Sebbene sia sulle nostre tavole fin dalla notte dei tempi, ormai è dimostrato che anche le bevande alcoliche possono favorire lo sviluppo dei tumori.

Si dice che a scoprirne le qualità sia stato addirittura Noè. Certo è che nella storia dell'umanità le bevande alcoliche hanno sempre accompagnato i pasti e soprattutto i festeggiamenti, che tipicamente prevedono molti brindisi.

Ma alzare il bicchiere può essere un importante fattore di rischio per lo sviluppo del cancro, soprattutto se non ci si attiene alle raccomandazioni ufficiali del WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro).

LEGGI DIVERSI ARTICOLI E RIFERIMENTI SCIENTIFICI A QUESTI LINK:

https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/alimentazione/alcol-e-tumori

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/i-blog-della-fondazione/il-blog-di-emanuele-scafato/alcol-e-cancro-moderarsi-ridurre-comunque-o-non-bere

LA SPAGNA RICONOSCE L’INUTILITÀ DELL’OMEOPATIA

Il ministero della salute spagnolo ha inserito nella lista nera migliaia di prodotti di medicina alternativa nel tentativo di reprimere malattie e trattamenti sanitari che considera “privi di basi scientifiche”.
Il Ministero della salute del paese ha rilasciato una lista di  2.008 prodotti omeopatici i cui produttori dovranno richiedere una licenza governativa ufficiale se desiderano continuare a venderli. I produttori omeopatici della lista hanno tempo fino all’aprile 2019 per dimostrare che i loro rimedi funzionano davvero, il che potrebbe ridurre drasticamente i prodotti omeopatici in Spagna al minimo storico.

Si tratta di quei cosiddetti farmaci omeopatici, ma che in realtà sono farmaci a tutti gli effetti camuffati da omeopatici per ingannare coloro che li considerano farmaci “efficaci ma innocui”, come molte pomate o sciroppi contro la tosse, i quali non hanno nulla di omeopatico.

Il resto degli oltre 12.000 “medicinali” omeopatici che circolano in Spagna negli ultimi anni non avranno più il diritto di essere venduti in Spagna né il diritto di richiedere la licenza. È l’ultimo colpo per l’industria omeopatica spagnola, che un tempo valeva circa 100 milioni di euro, ma che ha visto un calo della fiducia pubblica e quindi un fatturato di circa il 30 per cento negli ultimi cinque anni.

Considerato dalla maggior parte degli scienziati e dei professionisti del settore medico come una pseudoscienza, l’omeopatia è una medicina alternativa che risale al 1796 e afferma che ciò che causa i sintomi di una malattia in persone sane può curare sintomi simili nelle persone malate.

I governi di Spagna e Gran Bretagna nel 2017 hanno votato che i loro ministeri della salute esercitassero un maggiore controllo su un’industria che consideravano dubbia. Il ministero della Salute spagnolo ha smesso di accettare le prescrizioni omeopatiche a carico del servizio sanitario perchè inefficaci  insieme a agopuntura, fitoterapia e pratiche prive di fondamento scientifico e troppo empiriche come l’osteopatia, lo shiatsu o l’aromaterapia.

Questa ultima sentenza del 2018 significa che il numero di prodotti omeopatici disponibili in farmacie e farmacie spagnole è destinato a ridursi ulteriormente. “L’omeopatia è una terapia alternativa che non ha dimostrato alcuna prova scientifica che funzioni”, ha detto il ministro della salute spagnolo Maria Luisa Carcedo a La Vanguardia in risposta alla lista nera omeopatica. “Sono impegnata a combattere tutte le forme di pseudoscienza”.

NOTA DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUL COUNSELING

Il Ministero della Salute, su impulso dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, ha chiesto di chiudere il contestato percorso per riconoscere la figura del Counselor tradizionale, a causa dell’evidente sovrapposizione abusiva con le professioni psicologiche, così come denunciato da molti, tra cui la nostra scuola. Si ricorda che il counseling cui il Ministero fa riferimento è quello insegnato dalle scuole commerciali tradizionali e che si riconoscono nell’associazione Assocounseling, il quale è una forma di counseling di chiara impronta psicoterapeutica, e quindi totalmente estraneo al counseling da noi insegnato, pienamente legittimo, insegnato dalle nostre scuole. Questo passaggio è un punto di non ritorno.

Ancora una volta si ribadisce che una cosa è il counseling inteso come consulenza in materia di promozione del benessere (il nostro counseling), e altra cosa, ossia abuso della professione di psicologo, quello venduto dalle scuole del settore che spacciano il counseling come se fosse una attività di psicoterapia breve, ma aperta a persone prive di abilitazione e fondamentalmente incapaci e incompetenti.

Una pietra tombale sul counseling tradizionale svolto da non psicologi. Il Ministero della Salute ha affermato un principio generale: “il counseling è (…) tra le attività che non possono essere riconosciute ad una professione non regolamentata” ai sensi della Legge 4/2013, perché rientra nelle casistiche di sovrapposizione con professioni sanitarie.“il progetto di norma UNI n.1605227 pone la figura del Counselor non psicologo in palese sovrapposizione con quelle dello psicologo, dello psicologo psicoterapeuta, del dottore in tecniche psicologiche, del medico, del medico psichiatra, del medico psicoterapeuta, in analogia con il precedente progetto UNI 08000070 sul “Counseling relazionale”, la cui adozione venne già sospesa da codesto Ufficio”. Da sempre il nostro Progetto Accademico combatte contro personaggi senza scrupoli che, anziché promuovere nuove figure professionali per rispondere ai nuovi bisogni della gente, si limitano a camuffare a carissimo prezzo alcune nozioni di medicina e psicologia dando ad esse una veste accattivante, in modo da vendere a carissimo prezzo a persone prive della necessaria abilitazione percorsi formativi che sono continuamente respinti a livello governativo perché illegittimi. Queste organizzazioni vendono attestati e diplomi di naturopatia i quali, in realtà, nascondono competenze e finalità di  di tipo medico, e Attestati e Diplomi di counseling coi quali gli sprovveduti allievi svolgono attività di competenza esclusiva degli psicologi.

Naturalmente, il termine “naturopata” o “counselor” è solo una denominazione la quale, in assenza di riconoscimento e regolamentazione legislativa, può essere interpretato in vari modi, leciti o illeciti, costruttivi o ingannevoli. Non sarà certo l’operato di queste organizzazioni che hanno distrutto la naturopatia e il counseling a distoglierci dal proporre l’unica forma legittima di esercizio di queste professioni, perchè sia la naturopatia, sia il counseling sono nate non certo come professioni sanitarie o rivolte alla cura di disturbi, disagio o patologie, ma come un nuovo modo di intendere la promozione del benessere nella relazione d’aiuto, al di fuori dell’apparato diagnostico e terapeutico tradizionale della medicina e della psicologia.

Esse sono nate e vanno intese come modalità di approccio alla salute e alla persona,  una modalità di intendere la comunicazione e la relazione  con il prossimo al fine di promuovere benessere, e non sono mai state una branca della medicina o della psicologia.

Se il Ministero ha dovuto intervenire, come  ha fatto la giurisprudenza e la legge, è stato solo perché gli astuti commercianti che vendono queste professioni abusive come “sbocchi lavorativi” o “un futuro sbocco professionale” hanno sempre trovato più redditizio mascherare alcune competenze mediche o psicologiche dando ad esse un nuovo nome (e ingannando il prossimo sulla legittimità del relativo esercizio).

Per conoscere tutta la verità sul mondo olistico invitiamo i gentili utenti a leggere attentamente tutto il contenuto della Home-Page del nostro sito internet.

SITO WEB IN REGOLA IN 4 MOSSE (PER OPERATORI OLISTICI)

Oggi molti operatori olistici hanno un proprio sito internet che consente la promozione delle attività sulla rete. Non tutti conoscono però le norme che regolano la pubblicazione di pagine sul web. Nel presente articolo troverete, in estrema sintesi, le normative da tenere in considerazione quando si decide di dare visibilità alla propria attività, associazione o azienda tramite internet. 

1. I dati dell’azienda
Tutte le imprese collettive o individuali, che pubblicano un sito on-line, devono indicare nella home page la partita IVA (art. 35 D.P.R. n. 633/1972 comma 1 e risoluzione n. 60 del 16/05/2006) nonché il Registro delle imprese presso il quale sono iscritte (art. 2199 cc). 
Per le società di capitale esistono ulteriori obblighi relativi alla denominazione sociale, la sede legale, il codice fiscale, il numero REA e l’ammontare del capitale sociale. 
Per i siti che effettuano e-commerce è inoltre necessario indicare i contatti dell’impresa, compreso l’indirizzo di posta elettronica e gli estremi di eventuali concessioni, licenze, autorizzazioni. 
E’ comunque consigliabile per tutte le imprese indicare l’indirizzo della sede e l’e-mail di contatto.
Queste indicazioni sono applicabili anche alla pagina Facebook aziendale (o ad altri social network).

2. Cookie
Avrete notato che da un paio di anni, quando si accede a un sito, compare un fastidioso banner che vi richiede di accettare l’utilizzo dei cookie per la migliore fruibilità del sito… ma cosa son ‘sti cookie?? I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano al dispositivo dell'utente (dove vengono memorizzati), per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva e servono a memorizzare tutta una serie di dati relativi all’utente, ad esempio per consentire all’utente di registrarsi e rimanere connesso oppure per inviare pubblicità mirate (vi siete mai chiesti come mai quando fate una ricerca su internet poi i vari siti che visitate vi mostrano pubblicità inerenti a quella ricerca?). 
Poiché questo comporta delle interferenze con la privacy dell’utente, è necessario comunicare all'utente l'uso di eventuali cookie che memorizzano i dati di navigazione. Questo serve a impedire di installare cookie per finalità di profilazione e marketing sui terminali degli utenti, senza averli prima adeguatamente informati e aver acquisito un valido consenso. Praticamente tutti i siti utilizzano cookie ed è quindi necessario essere in regola con la relativa normativa (D.Lgs. 28.5.2012, n. 69 e D.Lgs. 28.5.2012, n. 70).

3. Privacy

I siti che richiedono i dati dell’utente, ad esempio il nome e cognome e l’indirizzo e-mail, per consentire di registrarsi al sito oppure per inviare la newsletter, devono ottenere il consenso al trattamento dei dati e informare opportunamente l’utente dei suoi diritti, in base a quanto prescritto dalla normativa di riferimento.  A questo proposito è bene sapere che il 25 maggio 2018 scadrà il termine per adeguarsi al nuovo Regolamento Europeo in tema di tutela dei dati personali (GDPR 679/16). Quindi, anche i siti che già forniscono un’informativa sulla privacy, dovranno rivederla entro tale data.

4. Condizioni generali di vendita
Sono obbligatorie solo per i siti che effettuano e-commerce (D.lgs. n. 206/2005 Codice del consumo e D.lgs. n. 70/2003 sul commercio elettronico). Esse devono contenere alcuni aspetti fondamentali del rapporto impresa-consumatore quali: la consegna, le indicazioni relative alla descrizione dei prodotti, i prezzi (con indicazione delle spese di spedizione), le modalità di pagamento, ecc.
In particolare, le condizioni generali di vendita devono contenere le indicazioni relative al diritto di recesso, che spetta per legge al consumatore. Tale diritto può essere esercitato entro 14 giorni da quando il consumatore riceve i prodotti acquistati on-line. Esistono tuttavia delle eccezioni come, per esempio, in caso di prodotti fatti su misura o personalizzati, servizi on-line (ad esempio corsi), beni deperibili.

OPERATORI OLISTICI E DIRITTO ALLA PRIVACY

In questo articolo risponderemo alle principali domande relative agli obblighi in materia di privacy, a cui si devono attenere gli operatori olistici. La materia è molto complessa e variegata, pertanto ogni aspetto trattato meriterebbe approfondimenti, che non è possibile fare in questa sede. Potrete comunque trovare tutte le informazioni che più rilevano nello svolgimento delle varie attività.

Qual’è la normativa di riferimento? 
La normativa di riferimento è il c.d. Codice della Privacy (D.lgs. 196/2003), nonché il Regolamento Europeo 2016/679 (c.d. GDPR). Quest’ultimo regolamento ha modificato la previgente disciplina in materia privacy, concedendo un termine fino al 25 maggio 2018 per l’adeguamento delle informative a detta disciplina. Quindi entro tale data è necessario che tutti adeguino le informative attualmente in uso ai nuovi standard previsti.
Tale disciplina si applica a tutti i trattamenti di dati personali che non siano effettuati da una persona fisica per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico.

Cosa s’intende per trattamento dei dati personali? 
Il trattamento dei dati consiste in qualsiasi operazione, eventualmente compiuta con processi automatizzati o telematici, riguardante dati personali come ad esempio la raccolta, la registrazione, la conservazione, la modifica, la consultazione, l’uso, la comunicazione o diffusione, la cancellazione o la distruzione. Quindi per fare alcuni esempi la compilazione dei moduli di adesione ad una associazione comporta trattamento dei dati, così come l’emissione di una fattura a favore del cliente. Infatti, in tutti questi casi l’operatore o l’associazione vengono a conoscenza dei dati dell’interessato e li utilizzano e archiviano nei propri sistemi informatici o cartacei.

Cosa sono i dati personali? 
I dati personali sono qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile attraverso dati quali, a titolo esemplificativo il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione (es. indirizzo di residenza o lavoro), un identificativo online (es. l’indirizzo e-mail) o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale.

Cosa sono i dati “sensibili”? 
Essi sono una particolare categoria di dati personali per i quali la legge prevede una disciplina specifica.
Sono dati “sensibili” quelli che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche, o l’appartenenza sindacale, oltre ai dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona.

Quand’è che il trattamento è considerato lecito? 
Il trattamento è lecito solo se e nella misura in cui ricorre almeno una delle condizioni stabilite dall’art. 6 del GDPR, e in particolar modo, per quanto qui interessa, quando l’interessato ha espresso in maniera inequivocabile il consenso al trattamento dei propri dati personali per una o più specifiche finalità. Il titolare del trattamento quindi deve essere in grado di dimostrare che l’interessato ha prestato il proprio consenso al trattamento dei propri dati personali. Inoltre, se il consenso dell’interessato è prestato nel contesto di una dichiarazione scritta che riguarda anche altre questioni, la richiesta di consenso deve essere presentata in modo chiaramente distinguibile dalle altre materie, in forma comprensibile e facilmente accessibile, utilizzando un linguaggio semplice e chiaro.  L’interessato ha il diritto di revocare il proprio consenso in qualsiasi momento. 

Esistono altri adempimenti? 
Sì, in particolare l’interessato deve essere informato circa i propri diritti relativi al trattamento dei dati e ricevere alcune informazioni riguardanti, per esempio, l’identità e i dati di contatto del titolare del trattamento, le finalità del trattamento, gli eventuali destinatari dei dati personali, la durata del trattamento, ecc. L’informativa deve essere data in forma concisa, trasparente, intelligibile e facilmente accessibile, con un linguaggio semplice e chiaro. Se richiesto dall’interessato, le informazioni possono essere fornite oralmente, purché sia comprovata con altri mezzi l’identità dell’interessato.

In sintesi:
1. Il nuovo Regolamento Europeo in materia privacy ha modificato la disciplina relativa al trattamento dei dati personali.
2. Entro il 25 maggio è necessario adeguare l’attuale informativa in uso alle nuove regole applicabili.
3. La disciplina si applica solo ai dati delle persone fisiche.
4. La raccolta e l’utilizzo dei dati di una persona fisica richiedono il consenso dell’interessato.
5. L’interessato deve ricevere dal titolare del trattamento tutte le informazioni previste dalla legge in maniera chiara e sintetica.

IMPORTANTE NOVITA' IN ARRIVO:

Stiamo lavorando per voi per aiutarvi a mettervi in regola con la nuova normativa privacy, troverete un esempio nel nuovo libro che stiamo ultimando (MANUALE UMANO D'ISTRUZIONI TERZA EDIZIONE), in vendita entro il 2019, nel frattempo potete vedere un esempio cliccando qui DPR.

L’OPERATORE OLISTICO E LE PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE

In questo articolo risponderemo alle domande di base di chi si approccia al mondo olistico come operatore. Gli operatori già attivi potranno verificare di essere in regola con le principali norme applicabili.

Esiste una legge che regoli l’attività degli operatori olistici?
No, non esiste una norma specifica che regoli questo tipo di attività, ma esistono una serie di leggi, generali o particolari, che sono applicabili a questo campo. In particolare, la legge 4/2013 ha, per la prima volta, normato le c.d. professioni non regolamentate, ovvero tutte quelle professioni che non rientrano tra quelle che sono disciplinate da una apposita legge e prevedono l’scrizione ad un apposito albo (es. architetto, ingegnere, avvocato, ecc.). Tra le professioni non regolamentate rientrano anche le discipline olistiche.

Cosa sono e come funzionano le professioni non regolamentate? 
La legge definisce le professioni non regolamentate (o meglio “non organizzate in ordini o collegi”) come tutte quelle attività economiche, anche organizzate, volte alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ovvero delle professioni (comprese quelle in campo sanitario) e attività disciplinate da specifiche normative. La legge precisa che chiunque svolga una delle suddette attività debba segnalare, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, che la propria attività è svolta secondo la disciplina delle professioni non regolamentate e riportare l'espresso riferimento agli estremi della legge stessa. L'inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori, previsto dal codice del consumo ed è sanzionato ai sensi del medesimo codice.

Cosa sono le associazioni professionali?
Le associazioni professionali sono quelle associazioni di natura privatistica (che cioè non hanno carattere pubblico), costituite da coloro che esercitano una professione non organizzata, con il fine di valorizzare le competenze degli associati e garantire il rispetto delle regole deontologiche, agevolando la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

E’ obbligatorio far parte di un’associazione professionale?
No, la legge specifica che tali associazioni sono fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, pertanto resta una libera scelta del professionista aderirvi o meno.

E’ possibile svolgere allo stesso tempo un’attività regolamentata e un’attività che invece non lo è? 
La regola generale prevede che ai professionisti che non sono iscritti negli appositi albi non sia consentito lo svolgimento di attività riservate dalla legge a particolari categorie di soggetti. Se un professionista possiede i requisiti per lo svolgimento di una attività organizzata per legge potrà invece svolgere sia l’attività regolamentata che quella non regolamentata.
Quindi per esempio un infermiere (attività sanitaria regolamentata) può svolgere una disciplina olistica, ma dovrà sempre specificare nel rapporto con il cliente la tipologia di trattamento praticato.

Cos’è il c.d. registro del MISE per le professioni non organizzate? 
Esso è l’elenco pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico (MISE) nel proprio sito internet, delle associazioni professionali che, essendo in possesso dei requisiti previsti dalla legge, ne richiedono l’iscrizione.
Tale registro prevede tre categorie di associazioni: 1) Associazioni che non rilasciano l'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci; 2) Associazioni che rilasciano l'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati dai soci; 3) Forme aggregative.

Cos’è l'attestato di qualità e di qualificazione professionale? 
E’ l’attestato rilasciato dall’Associazione iscritta nel registro del MISE, che afferma la conformità dell’attività prestata dal professionista al Codice di condotta e alle linee guida stilate dall’Associazione stessa. Tale attestato è un atto formale che ha valore legale, purché sussistano due requisiti: il primo è che sia rilasciato da una associazione iscritta nel registro del MISE e il secondo è che riporti la dicitura “rilasciato ai sensi della Legge 4/2013.

Come faccio a sapere se l’Associazione è iscritta al registro del MISE? 
E’ sufficiente andare sul sito del Mise cliccando QUI e controllare se il nome dell’Associazione rientra tra quelli elencati nel sito.

Esistono ulteriori certificazioni? 
Sì, esistono le certificazioni rilasciate in base alle normative UNI, rilasciate dagli organismi accreditati presso l’ente italiano di accreditamento (ACCREDIA), il quale accerta l'effettiva aderenza da parte degli organismi di certificazione alle prescrizioni indicate dalle diverse norme che ne regolano l'attività. In particolare, a seguito dell’entrata in vigore della legge n.2/2003 l’UNI ha costituito, nell'aprile 2011, la commissione tecnica “Attività professionali non regolamentate”, con lo scopo di definire terminologia, principi, caratteristiche e requisiti relativi alla qualificazione di attività professionali e/o professioni non regolamentate.
Alcuni esempi di discipline per le quali è disponibile una certificazione UNI sono: lo yoga, le Arti Terapie e la naturopatia. 
Anche tale tipo di certificato non ha carattere di obbligatorietà.

Esistono altre norme da tenere in considerazione? 
Sì, oltre alla legge sopra citata chi svolge tali professioni deve tenere conto di alcune altre norme. 
In particolare, ogni qualvolta il professionista si trovi a utilizzare i dati personali di un soggetto (es. nome, cognome e indirizzo di residenza o indirizzo e-mail) è necessario rendere l’informativa relativa al trattamento dati prevista dalla vigente normativa in materia e ottenere il consenso al trattamento.

 

Ricordiamo inoltre che l’art. 348 del codice penale punisce chiunque eserciti abusivamente una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da 103 a 516 euro. A questo proposito la Corte di Cassazione (Cass. n. 17702/2004), ha per esempio specificato che “l'attività di dialogo con i propri clienti, volta a chiarire gli eventuali disturbi di natura psicologica ed anche a fornire consigli, svolta da un mero pranoterapeuta, prima della fase della “seduta” relativa alla pranoterapia, costituisce un'attività di diagnosi e di terapia che è certamente intimamente connessa alla professione di psicologo, costituendo espressione della specifica competenza e del patrimonio di conoscenze della psicologia, e comunque può agevolmente essere ricompresa tra le attività della professione medica, soprattutto quando sia diretta alla guarigione di vere e proprie malattie (nel caso di specie: anoressia)”.
Per i motivi visti sopra, è sempre bene nel rapporto con i propri clienti specificare la natura olistica del trattamento effettuato ed eventualmente far firmare un apposito modulo che evidenzi questi aspetti.

In sintesi:
1. Le discipline olistiche rientrano tra le c.d. professioni non organizzate in albi o collegi previste dalla legge n.4/2003
2. Chiunque svolga una delle professioni non regolamentate deve contraddistinguere la propria attività, in ogni documento e rapporto scritto con il cliente, con l'espresso riferimento, quanto alla disciplina applicabile, agli estremi della suddetta legge. 
3. E’ possibile, ma non obbligatorio far parte di un’associazione di categoria presente sul registro tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
4. L’operatore deve rendere l’informativa e ottenere il consenso per il trattamento dei dati personali dei propri clienti.
5. Eventualmente può far sottoscrivere ai propri assistiti un apposito modulo.

REGIME FORFETTARIO 2019 FLAT TAX PER OPERATORI DEL BENESSERE

Il regime Forfettario in generale è un regime agevolato a livello fiscale, adottabile da coloro che aprono una partita iva: e che presenta molte caratteristiche (ecco di seguito le più importanti):

  • non si emette iva nelle fatture emesse quando si incassano i soldi

  • la contabilità è semplificata poiché non esiste tenuta di registri contabili come registri iva e registri dei corrispettivi

  • si pagano le tasse, ovvero irpef sostitutiva e contributi, calcolati su una base forfettaria cioè applicando un coefficiente ( ad esempio 67%) sul forfettario. Quindi non si calcolano le spese e non si calcolano le tasse sul netto (ricavi-spese), ma anzi si fa una stima forfettaria: sul fatturato, quindi sui soli ricavi si applica il coefficiente, e ciò che rimane viene tassato.

  • L’Irpef sostitutiva, chiamata ora Flax tax in un contesto più ampio che riguarda la tassazione Irpef sui redditi delle persone fisiche, è del 15%, ridotta al 5% per i primi 3 anni se apri appunto la partita iva nel 2019

  • Di media si pagano circa il 25% di tasse sul fatturato dichiarato, come massaggiatori professionisti con p.iva. Se dichiari 10.000 euro, di media tra flat tax e inps (di solito gestione separata), si parla di 2500 euro in tasse come media generale.

COSA CAMBIA RISPETTO AL 2018?

I grossi cambiamenti sono per lo più questi:

  • non esitono più limiti diversi in base alla propria categoria merceologica, di reddito, oltre il quale si esce dal regime. Per i massaggiatori il limite era di 30.000 euro, e per loro ma anche per tutte le restanti categorie (ditte edili, professionisti,bar,etc.), il limite arriva a 65.000 euro.

  • DAL 2020, GRAZIE ALL’INTRODUZIONE DELLA FLAT TAX, SI PAGHERA’ IL 20% sull’eccedenza oltre i 65.000 euro fino a 100.00 euro

  • Come vincolo di accesso è stato messo anche quello di non avere una qualsivoglia quota societaria, quando prima invece la potevi avere purché la società avesse operato in regime di trasparenza (una tipologia fiscale di contabilità)

  • Non esiste più il limite economico sulla spesa per avvalersi di collaboratori (prima era 5.000 euro)

  • Non esiste più il limite economico sull’acquisto di beni strumentali (prima era 25.000 euro)

  • Prima visto che il limite era di 30.000 euro, non potevi entrare nel regime forfettario se avevi superato questo reddito, nell’anno precedente. Ora il limite è di 65.000 euro.

 

ATTENZIONE: è importantissimo avvalersi di un commercialista esperto per valutare bene il proprio caso specifico e capire quindi nel dettaglio tutti i requisiti di accesso e quali si rispettano e quali (eventualmente) no.

COSA SUCCEDE PER COLORO CHE HANNO APERTO NEL 2018 O NEGLI ANNI PASSATI?

Semplicemente devono verificare le regole valide quando hanno aperto e capire quali del 2019 si applicano anche a loro.

Esempio1: Se quando hai aperto valeva la regola della riduzione di imposta dal 15 al 5% per 3 anni, allora devi seguire quella regola. Non avrai questo vantaggio nel 2019 poichè già hai aperto in passato.

Esempio 2: quando hai aperto il limite reddituale era 30.000, ora che è di 65.000 euro significa che anche per te è di 65.000 euro, tuttavia per quello dell’anno scorso ti vale la regola dei 30.000 euro.

Quindi attento a capire con il tuo commercialista cosa si può applicare e cosa no, se già hai aperto in passato. Le nuove regole non sono retroattive, nel senso che non si applicano nel passato e a ciò che ormai hai fatturato, però alcune si adattano a ciò che farai nel 2019, quindi attua una verifica con il tuo consulente.

CONCLUSIONE

Ad oggi possiamo dire che il 90% degli Operatori olistici professionisti, secondo le nostre statistiche, lavora da libero professionista con il regime forfettario, poiché è il regime che a livello burocratico e di pressione fiscale, è il più snello e leggero e consente di avviare la propria p.iva in maniera molto veloce e senza sobbarcarsi di innumerevoli costi fissi fiscali.

© Tutti i diritti riservati a Francesco Antonio Riggio - P.iva 03342580796 - Via carmine 4, 89817 Briatico (VV)

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now